Arcanum [TdG]

AutoreAndrea Chiarvesio, Pierluca Zizzi
IllustratorePatrizio Evangelisti
EditoreHeidelberger Spieleverlag, Lo Scarabeo
Anno di pubblicazione2011
Numero di giocatori3 - 5
Durata45
A partire da10 and up
Dipendenza dalla LinguaNo necessary in-game text
(2 voters)

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Premessa

Arcanum, edito da Lo Scarabeo e distribuito da Oliphante, è il nuovo gioco di Andrea Chiarvesio e Pierluca Zizzi, in uscita ad Essen 2011. Come ben sapete mi piacciono molto i giochi di Andrea a partire da Kingsburg, a mio parere uno dei migliori giochi di dadi fin’ora pubblicati, fino ad Olympus, pubblicato l’anno scorso, un gioco che secondo me non ha riscosso il successo che meritava, secondo me sopratutto per l’utilizzo delle carte e la mancanza di un foglio riassuntivo efficace e funzionale. Questa volta Andrea ha cambiato “collega” lanciandosi in questa avventura assieme a Pierluca Zizzi. Questi due autori hanno stili a mio parere completamente diversi, ma il risultato del mix è impressionante: Arcanum è un gioco veramente di altissimo livello, dotato di una meccanica solida e innovativa.
Per chi non lo sapesse, Lo Scarabeo è il più grande editore italiano di tarocchi ed Arcanum è il primo vero gioco da tavolo pubblicato; perciò non è certo una sorpresa il fatto che utilizzi un mazzo di tarocchi con gli Arcani Maggiori come eventi speciali e gli Arcani Minori come vero motore del gioco. I materiali, le illustrazioni e la qualità delle carte sono di gran qualità.

Dopo il mio solito preambolo possiamo entrare nei dettagli.

Meccanica di gioco

I giocatori rappresentano le diverse vie del Fato che influenzano il destino di quattro nobili casate, rappresentate dai quattro semi dei Tarocchi: Coppe, Spade, Bastoni e Ori.

La partita dura sei o nove turni, con fasi di punteggio dopo ogni tre, a seconda che si scelga il gioco “normale” o “completo”; io vi consiglio quest’ultimo, in considerazione del fatto che il tempo necessario per svolgere tre turni aggiuntivi non è tanto e il gioco ha, a mio parere, uno sviluppo decisamente migliore. In realtà l’unica cosa che cambia da una “fase” all’altra sono le carte a disposizione dei giocatori all’inizio della fase: un assortimento casuale il primo turno mentre nei turni successivi si conservano quelle avanzate dai turni precedenti.

La mappa di gioco, molto ben fatta, rappresenta la città con 10 aree numerate, evidenziate in maniera chiara ma non eccessiva (non rovina il senso del disegno, per capirci) da un sottile cerchio e dalle icone speciali che indicano gli effetti di ogni area. La città, in cui spiccano edifici come la Torre Mago, il Castello e la Sala del Trono, ha una ambientazione medioevale-fantasy ma il tema è tutto risolto nella grafica della città e delle carte: Arcanum è in realtà un ben progettato e solido gioco “alla tedesca”.

I giocatori utilizzano gli Arcani Minori del mazzo dei tarocchi per muovere le “figure di corte” sulla mappa, cercando di aumentare il prestigio delle varie casate; allo stesso tempo scommettono segretamente su una o più casate, nascondendo ogni turno un arcano minore. Durante la fase di punteggio i giocatori con il maggior numero di carte di una data casata ottengono il punto più alto per quella casata; se due giocatori hanno la stessa quantità di carte, il pareggio è risolto sommando i valori delle singole carte. Le “figure corte” che si spostano sulla mappa sono in realtà i pezzi degli scacchi: il pedone, il cavallo, la regina e il re. Tarocchi e scacchi: Andrea e Pierluca hanno attinto in maniera pesante dall’immaginario ludico più classico.

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