Un solo gioco o tanti giochi ?

Buon inizio settimana a tutti.

Oggi vorrei soffermarmi a ragionare se è meglio concentrarsi su pochi giochi ed impararli a conoscere a fondo o se balzare da gioco a gioco in una affannosa ricerca del quello perfetto.

Chiaramente direi cosa è meglio non ha senso, visto che non esiste qualcosa di oggettivo ed anche parlare di gioco perfetto è ridicolo, visto che i gusti sono diversi. Ci sono gruppi di amici che da anni giocano sempre e solo allo stesso gioco, ad esempio Risiko, con serate che ormai sono diventate un rituale consolidato: personalmente non amo particolarmente il gioco ma capisco che ritrovarsi sempre gli stessi e allo stesso tavolo può avere il suo fascino.

E’ una cosa talmente diffusa che l’editore (Hasbro) ha addirittura creato un’edizione speciale di Risiko, Risk Legacy, in cui mappa e regolamento cambiano conservando le tracce delle partite precedenti: una sorta di memoria delle battaglie che si sono svolte.

All’altro estremo ci sono i giocatori compulsivi , sempre alla ricerca dell’ultima novità, che giocano al massimo due partite ad un gioco prima di lanciarsi su un nuovo prodotto: quelli che svogliano con avidità i siti web alla ricerca delle anteprime e delle prime impressioni.

I filosofi medievali avrebbero detto “in medio stat virtus“, ma visto che non stiamo cercando di dare un giudizio ma solo di esaminare le varie possibilità, la mia citazione è solo un lezioso esercizio di retorica e possiamo andare oltre, esaminando in dettaglio i pro e i contro delle varie scelte

Un solo gioco per tutta la vita … o almeno per parte della vita
E’ un tipo di scelta radicale: un gruppo di amici che si ritrova a giocare sempre e solo allo stesso gioco. E’ una cosa più diffusa nel mondo del gioco di ruolo (dove lo stesso gioco permette però di vivere un numero di avventure infinito), del gioco di carte collezionabili (Magic in primis) o nel mondo dei giochi tridimensionali (preparare e dipingere un esercito è spesso una scelta di vita, sia come costi che come tempi, che si deve sposare con passione e dedizione).

Nel mondo del gioco da tavolo i casi sono più rari: ci sono i giocatori di Risiko, di Scacchi o di altri giochi astratti. Per gli scacchi, il go e la dama i motivi della scelta sono chiari: per poter essere davvero competitivi occorre una dedizione quasi assoluta ed impegno continuo, visto che questi giochi hanno vere e proprie federazioni di giocatori professionisti, con campionati nazionali e internazionali di grande iportanza e rilevanza.

Spesso si arriva a questo tipo di scelte, radicali, per i più disparati motivi: la maggior parte delle volte perchè il gruppo di amici è chiuso (siamo sempre gli stessi, il gioco piace a tutti, ci troviamo non così spesso da venirne a noia) ma a di tanto in tanto anche per altri motivi (siamo un club di Risiko e vogliamo diventare competitivi a livello nazionale, sia come squadra che come singoli; il gioco ci ha davvero affascinato).

Ovviamnete giocando e rigiocando lo stesso gioco per anni si arriva a conoscerne le più diverse sfaccettature (avevo due amici patiti di Axis & Allies che avevano calcolato, in temrini di statistici, l’effetto delle scelte nelle mosse iniziali del russo e del tedesco per valutare la scelta migliore!). Il gioco deve essere però davvero stabile ed equlibrato, senza difetti o stretegie killer, e sufficientemente vario.

Giochi come Magic, Warhammer o i Giochi di Ruolo in generale vengono tenuti vivi col rilascio di espansioni, nuovi eserciti, avventure. Ci sono poi giochi particolarmente adatti all’attività torneistica, come il BloodBowl, i cui appassonati danno vita a verie e proprie leghe e campionati. Ci sono anche giochi da tavolo che si prestano a questo tipo di dedizione e che hanno visto negli anni uscire un numero considerevoli di espansioni che hanno rivilitalizzato il titolo: penso a giochi come Runebound, Twilight Imperium (che nella sua storia è arrivato alla terza edizione, quella attualmente in commercio, arricchito da due espansioni).

Personalmente preferisco giocare a tanti titoli diversi ma ho attraversato anche io delle stagioni ludiche monotematiche: BloodBowl in primis, ma anche Dungeon Twister, Dragon Dice, Starfire e Battletech hanno, in alcuni periodi, catalizzato il mio interesse ludico.

I vantaggi di questo tipo di scelta sono evidenti: non occorre, in linea di massima, stare dietro ad un mercato spesso difficile da capire; non occorre dover imparare nuovi regolamenti; non si corre il rischio di buttar via una serata dietro ad un titolo difettoso/noioso; ci si può specializzare; il giocare assieme assume anche connotati “rituali”.

La prossima settimana andremo a vedere invece cosa comporta e significa non sposare un unico titolo ma giocare a tanti giochi diversi.

Buon gioco
Il Ludologo

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