Il gioco dell’anno: nomination e considerazioni

Ieri, dopo oltre due mesi di test, sono state annunciate le 5 nomination per Il Gioco dell’Anno, il nuovo premio riservato al mondo del gioco da tavolo che ha preso il posto del Best of Show. Ho seguito da vicino la genesi di questo premio perché da anni credo che sia utile al nostro mondo del gioco Italiano un premio che sia davvero un Gioco dell’Anno e possa emulare l’effetto benefico che ha avuto sul mercato e sulla cultura del gioco lo Spiel des Jahres in Germania.

Leggendo il regolamento devo dire che trovare al punto 1 “Scopo del concorso “Gioco dell’Anno” è promuovere e valorizzare il gioco come bene culturale nelle famiglie e nella società tramite la scelta di un “Gioco dell’Anno” secondo i criteri illustrati al capitolo 4.” mi ha fatto molto piacere. Credo che in Italia ci sia bisogno di un premio che possa fungere da indicazione per le famiglie, per il grande mondo dei potenziali giocatori. I veri giocatori, quelli che come me macinano decine (se non centinaia) di giochi all’anno, non hanno bisogno certo di qualcuno che gli venga a dire cosa è bello e cosa no. Ci sono i siti degli editori con i regolamenti online, le recensioni online, i video, i forum, gli eventi ludici … credo che un appassionato di giochi davvero interessato difficilmente potrà arrivare a comprare un gioco senza in realtà già sapere quasi con certezza che prodotto si troverà tra le mani. Per i giocatori ci sono poi premi come l’international Gamers Awards, i BGG Golden Awards, il DSP, contro le cui giurie (o risultati) scagliarsi. Tanto nessun premio o nessuna giuria potrà mai soddisfare il palato fine del giocatore appassionato che non è certo disposto ad ascoltar consigli da chicchessia, o che, giustamente, ha gusti particolari e diversi, spesso in contrasto con quelli di un altro appassionato.

E allora a cosa serve un premio ? Purtroppo, il grande mondo al di fuori della cerchia dorata degli appassionati e delle associazioni, è fatto di persone che non sanno neanche cosa siano Carcassonne e Coloni di Catan, figuriamoci se conoscono Terra Mystica o Bora Bora. Questo lo sto sperimentando sulla mia pelle andando nelle scuole, facendo formazione. Alla classica domanda, fatta a bambini e docenti, che giochi conoscete e/o giocate ? La risposta è nel 99% dei casi “Monopoli, Risiko, Scacchi, Dama, Il Gioco dell’Oca … qualcuno conosce Cluedo, qualcuno Trivial Pursuit, Uno .. .a già, si è vero, ci gioco sempre con mio cugino al mare … la briscola … il nonno mi sta insegnando tresette!” …

Da questo pubblico di potenziali beneficiari di un briciolo di cultura ludica non si può certo pretendere che prendano da uno scaffale, leggano le regole e giochino Puerto Rico, Twilight Struggle o Alta Tensione … o almeno, non si può pretenderlo nel breve termine. Servono giochi che possano essere da loro comprati, imparati e giocati in autonomia. Serve qualcuno che dica ai negozianti “questi giochi li puoi consigliare con sicurezza e vedrai che il tuo cliente sarà soddisfatto”. Servono indicazioni per i ludotecari, purtroppo non sempre aggiornati sulle nuove uscite, sugli acquisti da fare. E allora ben venga il primo criterio di giudizio esposto al punto 4 del regolamento del gioco dell’anno “Verrà valorizzata la capacità del gioco di diventare un portale d’ingresso nel mondo del gioco e di spingere il gioco come fenomeno nella società. A questo proposito verrà valutata anche la capacità del gioco di funzionare con il target di età e numero di giocatori indicato sulla confezione.”

Ma andiamo a vedere quali giochi la giuria ha selezionato quest’anno ….

I cinque giochi nominati per il Gioco dell’Anno 2013 sono dunque:

Augustus (Hurrican/Oliphante) di Paolo Mori
Mondo (Pegasus Spiele/dV Giochi) di Michael Schacht
Room 25 (Matagot/Asterion Press) di François Rouzé
The Island (Asmodee/Asterion Press) di Julian Courtland-Smith
Tokaido (Fun Forge/Asterion Press) di Antoine Bauza

e secondo me sono tutti giochi che centrano alla perfezione gli obbiettivi del premio. E sinceramente non mi importa proprio niente se uno sembra una rivisitazione della tombola (tanto meglio, chi lo giocherà avrà una regola in meno da capire e si sentirà già un po’ a casa … e magari riuscirà a far giocare anche la nonna!), se un altro è un gioco pubblicato nel 2011 o addirittura nel 1982 (tanto la gente non conosce niente di quel che è stato pubblicato dopo Risiko e Monopoli, giochi della prima metà del secolo scorso!) o se uno è un gioco che dopo 4-5 partite, se sei esperto, capisci che alcune strategie sono vincenti! Magari la gente giocasse 4-5 partite ad un gioco di società pubblicato l’anno scorso … e se davvero qualcuno capirà la strategia vincente, tanto meglio … sarà ora pronto a guardare con curiosità, sullo scaffale, Puerto Rico o Alta Tensione.

Da parte mia complimenti all’organizzazione di Lucca Comics & Games per aver avuto il coraggio di rinunciare al suo premio per cercare di dare vita a qualcosa di cui tutto il mondo ludico potrà beneficiare. Complimenti alla giuria perché, al di là di quelli che penso siano i gusti personali, hanno compiuto una selezione che rispecchia i criteri esposti. Personalmente ho le mie preferenze ma qualsiasi sarà il titolo che eleggeranno dopo la riunione del 12-13 Ottobre sarà un titolo meritevole.

Mi riservo nei prossimi giorni di scrivere qualche riga su ognuno dei candidati, ad uso consumo dei tanti amici che non sono esperti di giochi e che magari questi titoli non li hanno ancora provati.

Buon gioco
Il Ludologo

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