Il Destino

Il tema della puntata di questa domenica de Il Riposo del Guerriero era il Destino e ho deciso di prenderlo come spunto per parlare dei giochi dei dadi ed in generale di come i dadi entrino a far parte del gioco da tavolo moderno.

Per anni il dado è stato il simbolo della casualità, spesso visto in maniera negativa dagli autori di giochi di strategia. I primi “euro game” degli anni ’90 disdegnavano l’uso del dado se non in poche e controllate circostanze. Nel corso degli anni il dado, forse uno dei più forti simboli ludici, è stato invece rivalutato e a partire da titoli come Kingsburg o Alla Corte del Re, abbiamo assistito alla nascita di una nuova generazione di giochi che ha prodotto titoli importanti come Alea Iacta Est, King of Tokyo e The Castle of Burgundy con meccaniche incentrate sull’uso del dado.

Il capostipite dei giochi di dadi è stato senz’altro lo Yahtzee, un gioco degli anni ’50 diffusissimo sopratutto nei paesi nordici e di cui esistono tantissime versioni anche per tablet o smarphone. La versione più nota è quella a 5 dadi. Il meccanismo di gioco è molto semplice: nel proprio turno si lanciano i dadi, se ne mettono da parte alcuni e si rilanciano i rimanenti e poi si rilanciano ancora una volta tentando di fare diverse combinazioni particolari.


Questa meccanica viene presa pari pari da Richard Garfield nel suo King of Tokyo, inserita però in un gioco da tavolo in cui i giocatori sono mostri che devono distruggere le città di Tokyo (o distruggersi tra di loro), potendo contare anche su abilità speciali ottenute acquisendo carte potere. In un articolo uscito su Genitori Magazine potete leggere una descrizione più approfondita di questo bellissimo gioco.

Altro gioco basato sui dadi di grandissimo successo è Il Verme è Tratto, che consiglio a tutti come gioco da spiaggia. 8 dadi e 15 tessere in una pratica scatola quadrata per un gioco che mescola fortuna e strategia, adatto a tutti. Nella mia rubrica Giochiamo Insieme ? su fattore famiglia trovate una descrizione più approfondita.

Parlando di dadi non si può fare a meno di pensare al gioco d’azzardo. Credo sia davvero grave che il termine Gioco sia sempre di più associato alle attività legate al gioco d’azzardo che con il Gioco hanno davvero poco a che fare. E’ davvero brutto sentire alla radio o in televisione spot che dicono “il gioco fa male”, “il gioco non è adatto ai bambini”. Il Gioco fa bene, è adatto ai bambini, trasmette valore e competenze. Il gioco d’azzardo è una sua degenerazione che andrebbe limitata e contrastata con più forza.

Buon gioco a tutti e alla prossima settimana
Il Ludologo

One Response to Il Destino

  1. guiarne75 says:

    diciamo che, da un tempo a questa parte, stò rivalutando i giochi di dadi..!

    Ma parlare di dadi e non menzionare “Perudo” è sicuramente uno scempio!!!!!

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