Svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria

Quante volte vi siete incamminati lungo Vicolo Corto e Vicolo Stretto, sfrecciando poi davanti ai blu per svoltare a destra lungo Via Accademia e ancora a destra dopo il posteggio gratuito dritti fino a Piazza Giulio Cesare per poi passare davanti alla prigione ed imboccar la lussuosa via che porta fino al Parco della Vittoria e poi ancora a destra … e Via … e così, sempre le stesse strade, sempre lo stesso gioco da quando siete nati. Il gioco che giocava vostro papà e forse anche vostro nonno… che noia! Non voglio più pescare imprevisti e probabilità! Non voglio dover distruggere le armate rosse o decidere quale è il terzo continente da conquistare dopo l’Europa e l’Oceania. Non mi interessa sapere se Mr. Purple ha usato il candelabro nella cucina sapendo che tanto alla fine vince sempre chi ottiene i tiri di dado migliori. Non sono bravo a disegnare, non voglio rispondere a quiz da trasmissione televisiva e voglio poter parlare usando tutte le parole del vocabolario. Non esistono altri giochi da tavolo ? Mi tocca per forza comprare una consolle per fare qualcosa di nuovo ?

Monopoli è del 1935, Cluedo del 1948 e Risiko del 1959.

Nel 1935 l’hit parade vedeva al primo posto Cheek to Cheek di Fred Astaire, nel 1948 Buttons & Bows di Dinah Shore e nel 1959 Mack the Knife di Bobby Darin. Quanti di voi le ascoltano ancora ? Quante volte le ascoltereste se ve le regalassero o, ancora meglio, vi sognereste mai di regalarle per natale a qualche amico o parente ? Neanche in un nuovo lussuoso cofanetto dalla copertina patinata ?

Nel 1935 l’Oscar veniva assegnato a “Accadde una Notte” di Frank Capra, nel 1948 a “Barriera Invisibile” di Elia Kazan e nel 1959 “Gigi” di Vincente Minelli. Li guardate ancora ? Li consigliereste a chi vi chiede “che film posso guardare domani sera con gli amici ?”. A me piace il cinema e non li ho mai visti!

Il mercato del gioco da tavolo invece (almeno quello di massa), caso più unico che raro, ruota da anni sempre attorno agli stessi titoli, diventati best-sellers, parte dell’immaginario comune, proposti e riproposti fino alla nausea. Ovvio che poi la gente si stanca e trova altre forme di gioco, più stimolanti, più varie, più moderne.

Vi siete mai chiesti dove si arriva svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria ?

Uscendo per una volta dalla strada obbligata e sempre uguale che ci ripropongono da anni, facendoci credere che il gioco da tavolo che fa per noi è quello che giocava nostro padre, magari cambiando solo un poco nomi, disegni ed ambientazione ?

Per fortuna esiste un universo di giochi da tavolo variegato, vivo, divertente, affascinante. Un mondo di giochi, di giocatori, di autori ed editori con eventi, premi, personalità, siti web e blog. Un universo ignorato dai giornali, dalle riviste e dai media tradizionali che poi si interrogano stupiti sul volume di vendite di Call of Duty o sul perché a 10 anni i bambini passano le ore davanti a WII e Play Station.

Ho deciso di iniziare questo blog per parlare di quella che è la mia passione: i giochi da tavolo, o come dicono alcuni, I “giochi di società”. Cercherò di far conoscere, passo dopo passo, questo mondo ad amici e curiosi, appassionati e non, sperando, col il mio piccolo contributo, di far si che negli anni a venire nel sacco di Babbo Natale o della Befana ci sia finalmente qualcosa di nuovo!

19 Responses to Svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria

  1. Angela says:

    Bella l’idea del blog per far conoscere giochi nuovi pero’….
    Non sono d’accordo almeno non del tutto: io sono ben contenta di avvicinarmi a Parco della Vittoria e poi con un sol balzo superarlo e ritrovarmi al VIA per ritirare le mie 20.000 lire!! Anche perche’ quelli che citi non sono solo giochi ma qualcosa di piu’ portano con se’ tanti ricordi, profumi, immagini: se penso a Monopoli mi ritrovo bambina a discutere con i miei fratelli, a implorare un prestito che puntualmente arrivava e cosi’ la partita poteva continuare, in quel periodo credo di non aver mai finito una partita a Monopoli.. ok era contro alle regole.. ma penso che nei giochi esistano proprio per poter essere cambiate. Se penso a Cluedo mi vedo ragazzina, avida lettrice di gialli, che cerca di scoprire il colpevole, l’arma e la stanza e poi un po’ piu’ grande il gioco continuava con Cluedo video e cosi’ per gli altri giochi, sono parte di me e dei miei ricordi.
    D’altra parte hai ragione quando dici che ci sono tanti e tanti altri giochi da tavolo che non sgomitano per farsi conoscere ma ne hanno tutto il diritto, ma credo che uno non escluda l’altro non ti pare? Come dire a scuola studio informatica ma non italiano perche’ e’ una materia vecchia!
    Allora largo ai giovani (giochi) senza calpestare i vecchi (giochi)
    Angela

  2. Sirio says:

    Ciao Liga,
    il titolo di questo post è davvero, passami il termine, poetico.
    Mi piace l’idea di uscire dai binari, cambiare strada, e una volta tanto, scoprire un mondo che non conosciamo!
    In bocca al lupo per questo blog, sono certo che andrà alla grande!

  3. admin says:

    Cara Angela, il problema è proprio quello. Si ripropongono Monopoli, Cluedo e Risiko perchè da piccoli abbiamo giocato a quelli e mi può anche stare bene (anche se sono giochi, a mio parere, a volte inutilmente complessi e con regolamenti superati) ma il problema è che ci si ferma lì.

    Tu hai senz’altro visto Bambi e Biancaneve ma ai tuoi bimbi non proponi solo quelli perchè hanno un sapore nostalgico … e se uno ti dice che ci sono film più attuali e divertenti non storci troppo il naso … andate a vedere Arietty, La Fabbirca del Cioccolato, La città Incantata o i nuovi Disney e Pixar.

    Coi giochi invece ci si ferma lì. Si compra e si regalano Risiko, Monopoli e Cluedo e poi, se uno li ha già, si cerca un regalo diverso ma non un gioco da tavolo diverso. Perchè ? Perchè non si conoscono altri giochi, pochi ne parlano e nei supermercati non si vedono altro che Indovina Chi, Taboo, Trivial Pursuit o rivisitazioni dei “classici” legate a qualche brand o personaggio televisivo.

    Se invece di Cluedo ai tuoi bimbi fai giocare Mistery Express o I Misteri dell’Abbazia oltre a creare per loro ricordi ed emozioni analoghe ti assicuro che vi divertirete di più perchè sono giochi migliori come grafica, regolamento, materiali. 50 anni di storia e di esperienze ludiche insegnano qualcosa. Se invece di Monopoli in casa avessi Ticket to Ride ti assicuro che non solo lo giocherebbero i bimbi, ma anche tu ti divertiresti con loro e sono convinto che andrebbe a finire che ci giocheresti anche con gli amici. Quante volte da grande hai giocato a Monopoli ? A Cluedo ? Li proporresti ad una coppia di amici nel dopocena ? Perchè ?

    Io voglio che i ricordi dei miei figli siano adeguati al loro tempo o che comunque se li creino loro avendo la possibilità di scegliere e giocare tanti giochi diversi come hanno la fortuna di vedere tanti film diversi, leggere tanti libri diversi ed ascoltare canzoni diverse … film, libri e canzoni scritti e prodotti, incredibile a dirsi, anche dopo il 1959!

    con affetto
    Il Ludologo

  4. Jones says:

    Gran bell’articolo Liga!
    Lo pubblicizzerò anche tramite FB e, col tuo permesso, vorrei stamparlo e riutilizzarlo: la tua analisi semplice ed immediata del “paradosso temporale” rappresentato dal nostro molto credo sia molto efficace nel far comprendere perché ci impegnamo così tanto nell’opera di diffusione ludica.
    Jones

  5. fabri says:

    Hai proprio ragione Liga, c’è tutto un mondo di giochi da tavolo che meriterebbe di essere scoperto su larga scala e te lo dice un vecchio appassionato che da tempo segue i vari siti e blog che si dedicano all’argomento (te compreso), nonchè assalta le fiere o i negozi on line per accaparrarsi le ultime novità. Mi piacerebbe un giorno che questa mia passione non fosse considerata piuttosto “strana”, mi piacerebbe chiaccherare con un amico di un gioco favoloso come di una partita di calcio, oppure trovare Ticket to Ride sullo scaffale di un supermercato…..Quindi ti do tutto il mio appoggio per portare avanti questa crociata e ti auguro buona fortuna con il tuo blog!

  6. Il problema per me sta nella definizione di gioco da tavolo e nella sua lettura comune.

    Quando dico che mi piacciono di GdT chi mi ascolta pensa che giochi a monopoli o a risiko.

    In realtà servirebbe semplicemente far sapere dell’esistenza di alternative, che sono più divertenti, ammettiamolo!

    Quanti passi sono stati fatti da Monopoli a 7 Wonders o ad altri giochi ancora più semplici, ma moderni?

    Dovremmo fare una campagna pubblicitaria per spiegare cosa sono oggi i giochi da tavolo. Magari con un banner comune, ed una giornata nazionale nella quale le associazioni locali organizzino partite entry level per creare nuovi appassionati.

  7. Umberto Berton (Fabrica Ludens) says:

    Ciao, Liga!
    E auguroni per questo blog.
    A sinistra dopo Parco della Vittoria per me esistevano solo le 4 Stazioni e le 2 Società, per una mia personale fissazione che non mi ha mai permesso di vincere una sola partita. Detestavo quell’ultima casella proprio per il suo nome, che conteneva già in sé un programma fin troppo definito. E immancabilmente ci trovavo l’albergo del mio più avido concorrente, lo stesso che poi a scuola riusciva a barattare un suo temperino rotto con la mia merendina. Per questo ho cominciato fin da bambino a cercare, e da grande a cercare di inventare, giochi dove anche i sognatori e gli “eretici” avessero qualche possibilità (per esempio, con le “diverse modalità di vittoria” in Kwak).
    Ora, mi sembra che nell’ultima parte della tua provocazione hai toccato il punto. Da noi c’è un accanimento di oscurantismo mediatico verso il gioco da tavolo. A questo proposito, cosa si può fare? Immagino tu abbia già messo in moto qualche iniziativa in tale senso, e per poterti aiutare con qualche suggerimento dovrei sapere quali, in modo da non pensare sul già pensato. Se vuoi approfondiamo, rispondimi pure sulla mia mail.
    Buone giocate! Umb.

  8. Mah, io non ci vedrei un complotto nell’assenza dei gdt sui media.
    E’ vero piuttosto che nessun produttore italiano, fatta eccezione per EG, fa pubblicità sui media.

    Ed anche quelle,non so se le avete mai viste ultimamente, sono vecchie di almeno 15 anni e sono sempre le stesse: Risiko.

    Io penso che se un gioco come Dixit venisse pubblicizzato nell’orario giusto in TV, venderebbe parecchio di più, ma i soldi per questo tipo di investimenti non ci sono.

    Per questo occorre organizzarsi per creare qualcosa che abbia impatto mediatico ed una certa popolarità. AD esempio qualcosa come il Linux Day, dove in una giornata organizzata prima tutte le associazioni fanno qualche iniziativa nella propria città, in contemporanea.

    Potrebbe essere anche qualcosa di molto semplice, come qualche tavolo da gioco in piazza, ma fatto in 50-100 città avrebbe un bell’impatto!

    Mi pare che oggi il problema sia ancora nella diffusione di questi nuovi giochi: se la gente li conoscesse, gli appassionati o i semplici giocatori occasionali sarebbero una enormità anche da noi…

  9. foxmul84 says:

    Pienamente d’accordo con Liga: è un circolo vizioso in cui i media hanno il ruolo principale…
    Io ho aperto un album su FB in cui spiego/recensisco dei giochi, in modo da lasciarlo sotto gli occhi di tutti quelli che possono vederlo… bèh, devo dire che l’informazione ha un potere assurdo: ho coinvolto neofiti che mai avrei pensato di coinvolgere, tra i miei conoscenti, SOLO perchè hanno visto quell’album!!!

  10. Fabrizio says:

    Se ‘Monopoli’ fosse stato ‘Talisman’, svoltando a sinistra dopo Parco della Vittoria ci avremmo trovato un’espansione con dungeon!!! I sotterranei della città di Monopoli!!!

  11. Giorgio says:

    Quoto ogni riga del tuo articolo. I giochi che citi ormai fanno parte dell’immaginario colletivo se non proprio della nostra stessa cultura. Proporre alla gente di giocare a qualcosa di nuovo è veramente difficile e c’è anche da dire che tanti giochi hanno regole troppo complicate per attirare l’attenzione di chi, appunto, è abituato a giocare a Risiko oltre al fatto che, in generale, la gente non ha molta voglia di “intripparsi” ore e ore per giocare ad Axis and Allies, per esempio, o giochi similari

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